Thursday, June 30, 2005

Ancora Coelho...

Siamo di nuovo fra la pagine del suo ultimo libro...
con le sue verità così semplici e reali da essere spiazzanti...

ieri pomeriggio mi sono imbattuta in qualche riga, qualche considerazione sull'uomo, la donna e la precarietà della passione che li lega e sono rimasta spiazzata pensando all'ingenuità con cui ignoriamo modi di essere così normali...

"Avevo sempre cercato contemporaneamente l'avventura e la sicurezza, pur sapendo che era pressochè impossibile combinare entramebe le cose.
Pur essendo sicuro del mio amore per Esther, mi innamoravo facilmente di altre donne, solo per il fatto che il gioco della seduzione è quanto di più interessante esista al mondo.
Avevo saputo dimostrare il mio amore a mia moglie?
Forse per un periodo, ma non per sempre.
Per quale motivo?
Perchè pensavo che non fosse necessario: lei avrebbe sempre saputo che esisteva, non poteva mettere in dubbio i miei sentimenti."

"...Esther meritava molto più delle parole: anche di quelle parole, di quelle semplici parole che non erano mai state pronunciate mentre stavamo insieme"

Non è proprio così?
Quante cose diamo per scontate...così che poi finiscono per essere dimenticate affievolendosi sotto al peso di un "sai cosa provo per te, non c'è bisogno che te lo dica"...
comunicare con la persona che ci sta accanto, come con tutte le altre, ci spaventa a tal punto?
Non dovrebbe dare gioia sapere di aver reso felice nel profondo del cuore una persona che non aspettava altro che quelle semplici parole?

E' che scoprirsi fa paura, perchè si pensa ci renda più vulnerabili, più esposti al rischio di essere feriti...
ma chi non esprime al massimo ciò che prova, chi non lo dimostra ogni volta senta di farlo, secondo me non avrà mai vissuto...

Wednesday, June 29, 2005

Cosa ne pensate dell'ormai chiacchieratissima campagna "Campari red passion"?

Cambia location, questa volta è Praga, ma mantiene, anzi forse accentua, le atmosfere di rara eleganza e trasgressività.
Porta la firma del regista indiano Tarsem, anche autore dei precedenti spot Il graffio e Il duello, che questa volta sente l'influenza di "Eyes wide shut" di Kubrick, un classico delle passioni che, nascoste da una maschera o altre identità, hanno libero corso. Come nei sogni.

Ha infatti un sapore vagamente onirico questa storia che ha come protagonisti un lui e una lei che si inseguono.
Lui è in smoking a ha un Campari on the rocks tra le mani, lei in abito lungo.
Ovvio che quando lui incontra lei il bicchiere gli scivoli dalle mani per
l'emozione e il contenuto finisca nella scollatura di lei.

Ma qui scatta la sorpresa: lei con gesto di sfida si apre il vestito e appare
il petto di un bellissimo uomo.
Ma la sorpresa non finisce qui perchè lui si slaccia la camicia e scioglie i
capelli, rivelandosi una splendida donna.
Il ribaltamento è avvenuto, il segreto è svelato.

Ovviamente, come per gli spot precedetni, è tutto da dimostrare che
un'esagerata trasgressione, quasi velata di un alito di perversione
intrigante, incrementi il consumo di aperitivi.

In realtà la vera forza dello storico brand è di non avere concorrenti.
Perchè con un profumo e un sapore così c'è solo Campari.

A proposito di campagne azzeccate...

Volete sapere qual'è uno degli "spot on the top" dell'ultimo periodo?

Ancora una volta quello che vede coinvolta una compagnia telefonica: Infostrada.

Nella sua campagna usa non uno, bensì due testimonial, Mike Bongiorno e Fiorello, teledivi indiscussi che danno certamente un certo tono alla campagna, già dotata di notorietà dalla firma di Gabriele Muccino.
La campagna è articolata in quattro soggetti ambientata in "casa Mike";
si propone di giocare ironicamente sulle gag del papà della televisione e mette in scena l' esilarante accostamento di due personaggi che sono il passato, il presente e il futuro della tivù.

Il protagonista delle messe in scena è sempre il telefono di casa che grazie a "infostrada Happy Free Day" consente di parlare gratis dalle 9 alle 18.

Insomma sembra proprio che le compagnie telefoniche ultimamente colpiscano nel segno!


Tuesday, June 28, 2005

Wind tenta il rilancio??

Chi di noi almeno non si è pentito almeno una volta di essersi affidato all'operatore di telefonia mobile wind?
Dite la verità, quante volte abbiamo rimpianto omnitel o Tim quando il nostro cellulare era l'unico che non prendeva??

A parte questo, forse la Wind un pensierino ha cominciato a farlo anche sul fronte comunicazione...non so se avete notato il freschissimo ingresso nella comunicazione wind di Aldo, Giovanni e Giacomo!

Ebbene sì, il trio lescano!
La società ha investito 30 milioni di euro senza affidarsi ad alcuna agenzia di pubblicità: la creatività è stata infatti proprio curata direttamente dai 3 testimonial.
Per tutta l'estate in tv Wind sarà protagonista di una serie di spot ideati dal trio che ha allestito il sei a Punta Ala, con la regia di marcello Cesena e la produzione di Movie Magic International.

Ogni settimana per i prossimi due mesi, sarà declinato un soggetto diverso con le gag dei testimonial per spiegare le offerte promozionali di stagione: ecco aperta la battaglia estiva delle telecomunicazioni insomma!

Wind spende in questo mese e mezzo circa un terzo del suo investimento annuale in comunicazione...fiduciosa eh???

Darà del filo da torcere alle 4 paperelle di Tim?

Dalì raggiunge le Marche!

Udite udite!!

Domenica 26 giugno è stata innaugurata presso il teatro Annibal Caro di Civitanova Marche la mostra di Salvador Dalì e i surrealisti.

La rassegna resterà aperta fino al 30 Ottobre con 160 opere grafiche di Dalì affiancate dai lavori dei suoi compagni di strada: da Mirò a Picasso, da Ernst a De Chirico a Duchamp e altri...insomma da non perdere!


Friday, June 24, 2005

Comici alla ribalta!

Claudio Bisio e Vanessa Incontrada

Ormai non c'è più alcun dubbio: se ci si chiede qual'è il più efficace accelleratore di notorietà sul piccolo schermo, la risposta è una: la comicità televisiva.

Negli ultimi anni questa ha abbandonato totalmente la dimensione artigianale per diventare una vera e propria industria macinasoldi!
Il padre di tutto è come sempre Antonio ricci, che iniciò con Drive in nel 1983, per segnare con Zelig Circus un successo mai visto che ha ispirato programmi come Colorado cafè live e Bulldozer.

Ma la guerra degli ascolta non è il solo aspetto della comicità.
Anzi: le maggiori fonti di guadagno per gli artisti derivano dalle convention aziendali, eventi teatrali, libri e dvd, così che la voce remunerativa è ancora una volta quella del privato.

Basti pensare che artisti del calibro di Luciana Littizzetto e Beppe Grillo chiedono 30 e 40 mila euro per un'esibizione di circa 40 minuti; Ale & Franz non si concedono per meno di 35 mila euro, mentre ce ne vogliono 25 mila per Teo Teocoli e il mago Forest.

L'industria del comico insomma va alla grande, senza dimenticare i proventi derivanti dal fronte editoriale: la Littizzetto con "Sola come un gambo di sedano" ha venduto 1,3 milioni di copie intascando oltre un milione di euro.

Sunday, June 19, 2005

Pillole di saggezza...

"L'amore è una forza selvaggia.
Quando tentiamo di controllarlo, ci distrugge.
Quando tentiamo di imprigionarlo,
ci rende schiavi.
Quando tentiamo di capirlo, ci lascia smarriti e confusi."
Paulo Coelho
Uno dei miei autori preferiti; passionale, filosofo di vita, animo inquieto e un po' selvaggio..
i suoi testi sono un rifugio per anime smarrite nell'apatia di sentimenti tiepidi e e vagare di spiriti incoscenti di se stessi, indifferenti alla vita...
Ogni respiro, ogni momento, è qualcosa di talmente di forte da poter cambiare la vita di ognuno di noi in un attimo se lo si sa ascoltare...e può insinuarsi dentro di noi aggrappandosi ai nostri pensieri senza lasciarli più così come le persone che decidiamo di amare con tutti noi stessi...
"Lo Zahir" è il suo ultimo libro...ancora così tumultuoso e travolgente...
"Lo Zahir è un pensiero che all'inizio ti sfiora appena e finisce per essere la sola cosa a cui riesci a pensare." Ognuno di noi ne ha uno...il solo riuscire a riconoscerlo sarebbe il primo passo per conoscere noi stessi e i nostri limiti, e nostre forze...

Friday, June 10, 2005

Brand design?

Da Prada ad Armani a Calvin Klein:
nuovo mercato?
nuove logiche di marketing? anche le grandi griffe si devono adattare.
Il consumatore desidera essere condotto per mano all'interno del punto vendita, assaporando un viaggio di emozioni e sensazioni che coinvolgano l'intero orizzonte sensoriale e che siano riconoscibili in ogni negozio Prada, Armani, Calvin Klein del mondo.

Nei negozi Klein ad esempio,

pur scegliendo di volta in volta spazi diversi(dal grande shopping center fuori città alla boutique del centro città), è possibile scorgere
in ognuno di essi elementi ricorrenti: oltre ad
alcuni dettagli (pareti bianche, pavimento in pietra
di York), si ritrova una medesima logica di disposizione di oggetti e abiti.
Si tratta di percorsi omogenei, chiari e lineari capaci di guidare in qualsiasi parte del mondo il consumatore; il tutto secondo un’unica ottica: quella della riconoscibilità.
In questo modo, qualsiasi cliente, sia che si trovi a New York, a Tokyo o a Parigi, potrà identificare a colpo d’occhio il negozio Calvin Klein. Ma non solo.
Questa soluzione architettonica può essere letta come un segnale di una ben precisa strategia di comunicazione del brand. Klein ha scelto di rendere facile e immediato l’accesso al suo mondo: il consumatore è messo in condizione di conoscere le regole di costruzione del negozio, per potervicisi muovere a proprio agio. Trovare un abito, provarlo, pagare, tutto viene reso semplice e immediato.

Tuttavia non sempre brand e architettura del punto vendita vanno a braccetto:
talvolta la gestione del brand in 3D non è perfettamente appropriata.
Non è raro infatti constatare come molti monomarca siano il risultato più dei gusti dell’architetto o dello stilista committente che di veri e propri studi approfonditi sul brand.
E così ci si trova davanti a splendidi ed esteticamente perfetti progetti architettonici, che sono però in realtà distanti dai brand value. Spazi spettacolari forse, ma non certo parlanti.

Wednesday, June 01, 2005

Pubbli-elettricità!

Oliviero Toscani: il mito di una pubblicità elettrica, fulminante, di grande impatto emotivo, senza mezze misure;
Risultato: lo si ama o lo si odia, con lui le sue immagini che non hanno bisogno di parole, le emozioni che risveglia e il suo genio che parla attraverso la pubblicità.


Il Grillo (5/6/1998)
Oliviero Toscani
Il mondo rappresentato dalla pubblicità

Toscani:

Mi chiamo Oliviero Toscani, sono fotografo. Dirigo anche un giornale che si chiama Colors e sono anche direttore di una scuola per la ricerca nella comunicazione moderna. Sono stato e sono coinvolto nella pubblicità e nella comunicazione pubblicitaria, avendo ricevuto fra l'altro una querela da parte di pubblicitari italiani, perché dico pubblicamente che la pubblicità, insieme ai geometri, ha rovinato l'Italia.
Ma lasciamo la prola alla Pubblicità:

" Signore e signori benvenuti in Paradiso. In questo meraviglioso paese siamo tutti belli: viaggiamo in macchine tirate a lucido, beviamo liquori esclusivi, abbiamo vestiti sgargianti, l'alito sempre fresco, e ogni giorno la mamma ci dà una merendina nuova. Questa almeno è l'immagine di noi che mandiamo in giro, complice potente, la pubblicità. E questo pensavano di noi in Albania, dopo aver passato anni a guardare la nostra televisione. La realtà l'hanno appresa solo dopo, una volta varcato il mare. Del resto noi non siamo certo da meno. Una volta ai cani e ai gatti si davano gli avanzi. Poi ci hanno spiegato che erano meglio le scatolette, anche se costano un occhio della testa, e adesso diventiamo matti perché Fido mangia i bocconcini di pollo, ma non quelli al gusto di coniglio, e i resti della cena li buttiamo nella spazzatura. Però è anche vero che in questo modo si crea un mercato che prima non c'era e quindi nuovi posti di lavoro. Naturalmente nessuno ammetterà mai di essersi fatto convincere da uno spot. Non scherziamo, siamo gente all'erta noi e anche chi fa la pubblicità ha qualche pudore. Le imprese la chiamano comunicazione aziendale e i pubblicitari preferiscono definirsi creativi. Il che, in un certo senso, è vero e può spiegare quello strano paradosso per cui tutti diffidiamo della pubblicità, che però ci piace un sacco. Forse il motivo è che sovente lo spot ha lo stesso schema delle vecchie favole. Che differenza c'è fra Cenerentola, che con un incantesimo diventa un vero schianto, e la giovane impiegata, che con una spruzzata di deodorante seduce un intero autobus nell'ora di punto. Il messaggio in fondo è il medesimo: i miracoli avvengono, basta usare l'incantesimo giusto o comprare il prodotto adatto. Fa lo stesso. "



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